La conviviale informale di martedì 30 luglio nella sede estiva di Ca' Vittoria, in una fresca serata all'aperto, si è conclusa con una interessante relazione del socio Renato Romagnoli, che ha ricordato l'epica impresa dell'Apollo 11 che cinquant'anni fa, il 20 luglio 1969,  portò i primi uomini sulla Luna.  Romagnoli ha ripercorso le tappe della corsa allo spazio tra gli antagonisti USA e URSS, ha citato i  voli spaziali, sia statunitensi sia sovietici, che precedettero la storica discesa,  per poi descrivere nei dettagli l'avventura di Armstrong, Aldrin e Collins:  dettagli curiosi (che cosa mangiarono, di quanti milioni di pezzi erano composti i razzi vettori e le navicelle), momenti di tensione (Armstrong dovette assumere il controllo manuale del LEM perché i sistemi automatici non funzionavano), particolari sul carattere degli astronauti (Aldrin, geloso di Armstrong perché scese per primo, scattò centinaia di foto, mettendo molta cura nel non  inquadrare mai il 'rivale', che compare esclusivamente in uno scatto, riflesso sul casco di Aldrin). Romagnoli ha ricordato le 6 successive missioni destinate a portare l'uomo sulla Luna: dall'Apollo 12 all'Apollo 17, registrano 5 successi e un fallimento, quello dell'Apollo 13 di 'Houston, abbiamo un problema'; e l'ultimo uomo a camminare sul suolo lunare, almeno per ora:  Eugene Cernan nel 1972.  Romagnoli ha concluso la relazione, ricca di spunti e dettagli,  con un suggestivo momento poetico: la lettura della poesia Vertigine di Giovanni Pascoli, scritta molto prima che l'uomo raggiungesse la Luna, ma che descrive perfettamente il senso di spaesamento, di annullamento e di vertigine nell'infinito cosmico: quello che secondo Romagnoli dovette provare Collins, orbitando, assolutamente solo e senza contatti, sul lato oscuro della Luna in quel pionieristico volo del luglio di cinquant'anni fa.

Nella foto: il relatore Renato Romagnoli e il presidente Carlo Alberto Goria