LA “SPETTACOLARIZZAZIONE” DELLE MAFIE ANALIZZATA AL ROTARY DAL GENERALE ANTONIO BORGIA
ASTI – Martedì scorso la serata conviviale del Rotary Club Asti, svoltasi al ristorante “La Fertè”, ha avuto per protagonista il socio Antonio Borgia, generale della Guardia di Finanza a riposo, già comandante provinciale delle Fiamme Gialle, il quale ha tenuto un’approfondita relazione dal titolo “La spettacolarizzazione delle mafie: come cinema e letteratura hanno influenzato l’opinione pubblica”.
Il relatore ha preso le mosse da un romanzo del 1909 scritto dal palermitano Luigi Natoli, “I Beati Paoli”, che descrive le gesta di una setta segreta che operava in Sicilia per vendicare i torti subíti dalla povera gente, libro sfruttato da Cosa Nostra per descriversi erede di quei vendicatori, ed ha quindi compiuto un articolato excursus storico fino ai giorni nostri, per soffermarsi sull’amplissima serie di opere letterarie e cinematografiche degli ultimi sessant’anni, che hanno negli italiani Leonardo Sciascia, Massimo Moscati, Andrea Camilleri, Roberto Saviano e nello statunitense Mario Puzo alcuni degli scrittori internazionalmente più noti per avere affrontato l’argomento mafie, e in artisti come Marlon Brando, Remo Girone, Michele Placido, Alberto Sordi alcuni dei volti più popolari che hanno portato sulle scene cinematografiche i protagonisti delle opere di quegli e di altri scrittori.
Borgia ha quindi affrontato il delicato tema dell’influenza sull’opinione pubblica della letteratura e soprattutto della cinematografia dedicata alle mafie, in grado quest’ultima di raggiungere un pubblico assai più vasto rispetto alle opere letterarie, evidenziando come dalla fine degli anni Ottanta dello scorso secolo mafia e associazioni similari vengano sistematicamente narrate – a differenza di quanto talvolta avveniva prima –solo in termini negativi, ma ciò non toglie – ha affermato – che spesso possa passare un diverso messaggio, che finisce per premiare prepotenza e crudeltà a scapito di altruismo e solidarietà: “ne è un esempio il film “Il capo dei capi” – ha detto il generale – che non riesce a descrivere Totò Riina come personaggio negativo, come pure la serie televisiva “Gomorra”, che ha finito suo malgrado per esaltare la personalità di alcuni suoi protagonisti criminali”.
Il relatore ha concluso raccomandando spirito critico in particolar modo ai giovani, “che rischiano di essere travolti da messaggi fuorvianti – ha affermato – diffusi soprattutto dai social”.
Al termine, dopo diverse domande postegli dai numerosi presenti, il generale Borgia è stato ringraziato dal presidente del Rotary, Renzo Gai, e omaggiato con una Magnum di vino astigiano.
Nella foto: Antonio Borgia, a sin., con Renzo Gai.


