RIEVOCATA AD ASTI LA POLIEDRICA FIGURA DI LUIGI EINAUDI NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA
ASTI – Folta partecipazione sabato mattina nel salone di Banca di Asti al convegno nazionale in ricordo di Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica italiana, a 150 anni dalla nascita, organizzato da Associazione Europa Duemila, Rotary Club Asti e Banca di Asti.
Dopo la presentazione da parte della conduttrice Rita Balistreri, vicepresidente dei Giornalisti e Comunicatori Europei, e dopo i saluti di Giorgio Galvagno, presidente di Banca di Asti, e Alberto Bazzano, presidente del Rotary Club, si sono avvicendati al microfono i cinque relatori in programma.
Pietro Paganini, docente universitario e imprenditore nel settore della ricerca, ha ricordato come Einaudi fosse prima di tutto un agricoltore, attività che intraprese poco più che ventenne senza abbandonare mai e fu alla base del suo pensiero liberale; Giuseppe Facchetti, giornalista economico e presidente del Centro Einaudi di Torino, ha evidenziato la visione di Einaudi che preconizzò l’unificazione europea “anche se – ha affermato – egli ingiustamente non viene comunemente annoverato tra i Padri dell’Europa Unita; Luca Einaudi, direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e pronipote dello statista piemontese, ha tratteggiato un ritratto familiare del bisnonno, che con l’adorata moglie Ida ha tenuto per tutta la vita una meticolosa contabilità delle spese di casa e insieme a lei amava restaurare i libri antichi della sua sconfinata biblioteca; Luigi Florio, presidente di Europa Duemila ed ex sindaco di Asti, ha ricordato con fotografie e aneddoti lo stretto legame con Asti di Einaudi, che fu per ben tre volte in visita di Stato nella nostra città e affidò il suo più noto ritratto fotografico ufficiale al fotografo astigiano Vittorio Ecclesia; infine Giuseppe Vegas, presidente nazionale del Comitato Einaudi 150 ed ex presidente CONSOB, ha rievocato la figura dello statista quale Governatore della Banca d’Italia e ministro dell’Economia, alla cui coraggiosa cura si deve il salvataggio della lira, che nell’immediato dopoguerra viaggiava ad oltre il 100% annuo di inflazione o poco più di 10 anni dopo, nel 1959, grazie alla << cura Einaudi>>, ricevette l’Oscar come moneta tra le più affidabili e stabili al mondo.
Al termine le domande di Fulvio Lavina e Alessandro Sacco, rispettivamente direttore de “La nuova provincia” e redattore-capo di “Astigiani”, testate media partners dell’evento, hanno permesso di approfondire ulteriori aspetti della personalità di Luigi Einaudi, la cui semplicità nei comportamenti – è stato ricordato – era pari alla potenza intellettuale e alla capacità di trasformare la teoria in azione.

Nelle foto (di Giulio Morra): da sin, Paganini, Facchetti, Einaudi, Florio, Vegas, Balistreri


